Firenze per un breve periodo è stata capitale d’Italia, e per lungo tempo gli intellettuali che hanno fatto il ‘900 l’hanno animata. Percorriamo insieme quei luoghi, i salotti, i caffè, dove si respira aria di Risorgimento e Belle Époque. Immaginiamoci di sorseggiare un caffè al tavolino con: Papini, Soffici, Palazzeschi, Gadda, Pratolini, Montale.
“Il 3 febbraio 1865 il re Vittorio Emanuele entra in città proprio con il treno scendendo alla stazione Maria Antonia. La capitale deve ora essere trasformata per ospitare i numerosi uffici e rivaleggiare con le altre capitali: Parigi, Londra, Vienna. In questo fermento di trasformazione urbana globale, di vertiginoso aumento della popolazione, il vivere civile conosce una grande modificazione, teatri, parchi giochi e caffè progressivamente sostituiranno le osterie. Le nuove bevande la cioccolata e il caffè sono diffuse da un secolo, ma in città l’esplosione di esercizi pubblici che aveva caratterizzato città come Milano e Venezia, avviene alla metà Ottocento e ci accompagnerà fino ad oggi.”
Cit. di Mónica Vazquez Astorga
Abbiamo l’abito adatto, il portamento, per entrare nella Firenze e nei caffè della Belle Époque fiorentina? Forza allora immaginatevi catapultati in un altro secolo, nei luoghi in cui sostavano i grandi intellettuali del Novecento, cospirando e chiacchierando, con l’accesa polemica che distingue l’intellettuale e l’artista.
Partiamo da… qualche anno fa, ed era un altro secolo!!!
Uscendo dai giardini dei Boboli, dopo una gradevole passeggiata e una vista panoramica di una Firenze autunnale, passiamo davanti a Palazzo Pitti e ci portiamo in Piazza San felice dove il Caffè Bianchi che nel 1920 nasce come tabacchi- drogheria- e allora si diceva “coloniali”, ovvero prodotti provenienti dalle colonie d’Africa, con annessa piccola bottega di vini e pasticceria poi arricchita da una piccola torrefazione nel retro bottega. L’aroma di caffè caratterizzava piazza e quartiere. Proviamo ad indovinare a quale tavolino di quel caffè potevamo trovare Gadda e Montale?
Intorno a Piazza della Repubblica troviamo i locali sorti durante l’epoca del “Risanamento” quando ridefinirono l’urbanistica della città Firenze Capitale d’Italia dal 1865 al 1871, per rendere la città moderna e aperta al transito della borghesia politica. Tutti questi Caffè hanno resistito reinventandosi al tempo dopo essere stati il luogo d’incontro della cultura novecentesca. Non vi sarà semplice scegliere tra i Caffè che circumnavigano la Piazza, vi consiglio un “assaggio” in tutti. Papini, Soffici, Palazzeschi, Gadda, Gatto, Pratolini, Vittorini, Montale, sono alcuni tra gli intellettuali che trascorreva il loro tempo conversando in questi luoghi, divertente sarà cercarne le tracce lasciate.
Da Caffè a Monumento Nazionale
Nato nel 1846 in Piazza della Repubblica 6 come caffè Centrale, nel 1904 la famiglia Paskowski lo trasformò in birreria e nel 1991 dichiarato Monumento Nazionale. Non tanto per la buona birra ma per gli ospiti particolari che vi stazionarono. Infatti nei primi decenni del ‘900 ospitò esponenti dell’ermetismo poeti e scrittori di diverse riviste culturali. Attualmente Caffè Concerto Paszkowski a cura dello chef Barbaglini. Proseguiamo con il Caffè Le Giubbe Rosse fondato nel 1897 come birreria e così chiamato perché frequentato dalla comunità tedesche che indossava giubbe di colore rosso. L’ambiente internazionale che si respirava e la possibilità di consultazione delle riviste in circolazione lo rese luogo di fermento e scambio di idee importanti. Chi vuole godere di una degustazione in ambiente storicamente conservato può dirigersi al Caffè Gilli che apre nel 1733 ma vive la sua gloria durante la Belle-Époque, e li è sembrato fermarsi cristallizzato nel tempo. Infatti è ritenuto l’unico esempio originale di caffetteria Belle-Époque.
Dolci degustazioni al tramonto
Volete gustarvi una cioccolata squisita e sentirvi come i primi fiorentini che qui impararono a gustarsi “la cioccolata in tazza”? Nel 1872 il torinese maestro cioccolatiere Enrico Rivoire, fornitore della Casa Reale Di Savoia, nella stupenda Piazza della Signoria, apre la sua “fabbrica di cioccolata” producendo i cioccolatini tipici dell’antica tradizione savoiarda. Portatevi dunque nella stupenda Piazza della Signoria al tramonto, sedetevi ad un tavolino e sorseggiando una dolce cioccolata, o amara, sarete al centro di uno spettacolare romantico tramonto. Immaginate lampade ad olio ai lati della Piazza al posto dei lampioni e godrete di un viaggio nel tempo dove il fermento delle idee si confondeva nel profumo di caffè e nella schiuma di birra fresca.





