Duomo di Firenze: una visita nel cuore del Rinascimento

Non può esservi visita a Firenze senza una tappa alla sua Chiesa più conosciuta e riconoscibile, quella Cattedrale di Santa Maria del Fiore che ha ispirato poeti, pittori, cantanti e ogni altra mente illustre nel corso dei secoli, contribuendo così ad accrescere la propria importanza architettonica, religiosa ed emozionale.

Sorta sui resti della Chiesa di Santa Reparata (di cui alcuni resti sono tutt’oggi visibili nella cripta), è un’imponente struttura in stile gotico costruita dalla fine del XIII secolo per opera di Arnolfo di Cambio, per essere completata poi solo nel XV secolo con l’aggiunta della celebre Cupola di Filippo Brunelleschi.

Numerosi sono gli elementi di decoro che meritano un’osservazione approfondita. Proviamo a scorgerne insieme qualcuno!


La facciata


Non tutti sanno che la facciata della Chiesa, elemento ricorrente in cartoline e scatti con il proprio smartphone,  fu rifatta completamente nel XIX secolo. Ricoperta di marmi rosa, bianchi e verdi, è sicuramente il biglietto da visita più noto della struttura, quasi in contrapposizione a un interno più sobrio… ma solo in apparenza.

Tra l’altro, l’originario progetto di Arnolfo era notevolmente differente dall’attuale struttura della Chiesa: un occhio attento potrà ben notare che le prime quattro finestre sui fianchi dell’edificio sono più basse, strette e ravvicinate di quelle poste a est, che corrispondono di fatto all’ampliamento operato successivamente da Francesco Talenti.


I mosaici


Come abbiamo già rammentato, la Cattedrale di Firenze si presenta agli occhi dei visitatori con un’eccezionale decorazione esterna che sembra anticipare un interno altrettanto sfarzoso.

Tuttavia, appena varcata la soglia di questo bellissimo edificio ecclesiastico ci si rende conto che la realtà è molto diversa: gli interni sono molto meno decorati e ricchi degli esterni ma… non illuda questa volontaria discrezione, poiché ogni angolo del Duomo merita un’attenta analisi, a cominciare dai pavimenti in mosaico, deliziosamente dettagliati.


Uno dei motivi per cui vi è tale differenza stilistica tra le varie porzioni della Cattedrale è altresì legata al fatto che la sua edificazione ha richiesto molto tempo e che diversi lavori radicali sono stati realizzati anche a distanza di secoli dai progetti originari, rendendo così ben evidente la sovrapposizione degli stili architettonici susseguitisi nel corso dei tempi.


L’orologio


Nella prima parte del Duomo uno degli scorci che cattura la maggiore curiosità dei turisti è sicuramente l’orologio del 1443 creato da Paolo Uccello con gli affreschi dei quattro profeti. La principale particolarità dell’orologio è che è uno dei pochi al mondo che mostra ancora le 24 ore del giorno italico, la cui fine coincideva con il tramonto.


La cupola


Realizzata da Brunelleschi, la cupola è straordinariamente affascinante fuori e… dentro: gli interni sono infatti stati affrescati da Giorgio Vasari, che iniziò a rappresentare un indimenticabile Giudizio Universale concluso solo nel 1579 dal suo allievo, Federico Zuccari.


Per quanto concerne il progetto di Brunelleschi, la sua maestosità è tale da averlo fatto eleggere all’unanimità come simbolo di Firenze e di tutto il Rinascimento. Con un diametro di 45,5 metri e un’altezza di 116 metri, la Cupola è ben visibile da ogni angolo della città ed è arricchita da un oculo sormontato da una grande lanterna, una torre in marmo bianco di 21 metri realizzata dopo la morte del Brunelleschi, al cui apice si trova una palla di rame dorato con croce apicale, opera del Verrocchio.

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