Dal 27 gennaio 2026 al 26 gennaio 2027, le sale di Palazzo Castri 1874 a Firenze ospitano Making Light, la personale dell'artista Simone Garofalo, curata da Loredana Barillaro. Un'esposizione che intreccia pittura astratta, materiali preziosi e luce — trasformando il boutique hotel di Piazza dell'Indipendenza in un autentico spazio di contemplazione artistica.
Il significato di "Making Light": costruire con la luce
Il titolo della mostra racchiude l'essenza stessa della ricerca di Garofalo. Making Light evoca l'atto del costruire, del fabbricare — ma ciò che l'artista costruisce non è materia solida: è luce. Ogni opera nasce da un'attenzione meticolosa ai materiali, in un dialogo continuo tra superficie, spazio e luminosità.
L'uso copioso della foglia oro — così tipico della tradizione pittorica toscana — richiama immediatamente i fondi dorati di Simone Martini e della pittura del Trecento, quell'epoca in cui l'oro non era decorazione ma irradiazione, calore, energia sacra. Garofalo raccoglie quell'eredità e la proietta nella contemporaneità, creando atmosfere sospese tra il mistico e l'astratto.
Tra mito e contemporaneità: i temi della mostra
La mostra si snoda attraverso una serie di riferimenti che spaziano dalla mitologia classica alla storia dell'arte moderna. Tra i temi principali dell'esposizione:
- Il mito di Dedalo e Icaro — il volo, la caduta, il desiderio umano di superare i propri limiti
- La pittura del Trecento toscano — rievocata attraverso le superfici dorate e i formati tondi che ricordano il desco da parto rinascimentale, simbolo di nascita e di dono
- Le ninfee di Monet — richiamate nelle atmosfere cromatiche delicate e avvolgenti
- La geometria di Kandinskij — presente nella composizione di cerchi, punti e linee ondulate
Questi riferimenti non sono mai citazioni passive. Garofalo li attraversa e li rielabora, trasformandoli in un linguaggio personale in cui la frammentazione diventa chiave di lettura: una ferita che è, al tempo stesso, rinascita. Come scrive la curatrice Loredana Barillaro, davanti a queste opere non sappiamo mai se ciò che osserviamo si stia formando o disgregando — e in questa ambiguità risiede tutta la forza del lavoro.
La tavolozza di Garofalo: oro, blu, verde e nero
La ricchezza cromatica della mostra merita un'attenzione particolare. Ogni colore è scelto con intenzione, caricato di significato simbolico e visivo.
- Oro — prezioso nel farsi luce, evocatore di spazio, capace di dilatare le superfici e trasformarle in specchi luminosi
- Blu — il mare, il cielo, le notti stellate; il blu dei soffitti affrescati dai maestri del passato, il blu del manto della Vergine nella tradizione iconografica
- Verde — l'elemento naturale, il ricordo della campagna, di un mondo bucolico costellato di farfalle e api che si contrappone a una modernità dove la natura diventa artificio
- Nero — profondità e potenza, utilizzato in sovrapposizioni polimateriche dove spiritualità e conoscenza si fondono
Il gesto pittorico alterna momenti di estrema leggerezza — come nell'acquerello, impalpabile e trasparente — a interventi più densi e materici, dove la pittura diventa corpo, peso, presenza.
Le scatole luminose: quando l'arte supera la bidimensionalità
Uno degli aspetti più innovativi della mostra è rappresentato dalle "scatole luminose": opere tridimensionali in cui neon LED, foglia oro e legno antico si incontrano in un dialogo sorprendente. All'interno di queste composizioni compare il simbolo dell'infinito, una riflessione sull'avanzare del tempo e sulla complessità di un concetto che da sempre si pone al centro dell'arte, della scienza e della filosofia.
In queste opere Garofalo supera la bidimensionalità della tela per creare veri e propri ambienti di luce — oggetti che non si limitano a rappresentare lo spazio ma lo abitano, lo plasmano, lo trasformano. Il tempo, nel suo fluire inarrestabile, trova qui una forma tangibile e poetica.
Un percorso artistico tra design e pittura
La formazione di Garofalo come designer emerge con chiarezza nell'attenzione compositiva e nella cura del dettaglio. Gli elementi "altri" che l'artista posa con garbo sulle superfici — piccoli segni, tracce, frammenti — funzionano come indizi di un percorso in cui il bisogno di creare si fa urgente e vitale.
L'artista si muove su più fronti: dalla pittura astratta su tela agli acquerelli, dalle composizioni polimateriche alle installazioni luminose. Un percorso coerente in cui, ancora una volta, è la luce — intesa come concetto dal significato molteplice — a determinare il passo, a interpretare una sinfonia visiva, a creare un luogo privilegiato in cui fermarsi e ascoltare.
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Visitare la mostra: informazioni pratiche
Making Light | Personale di Simone Garofalo è visitabile presso Palazzo Castri 1874 a Firenze:
- Date: dal 27 gennaio 2026 al 26 gennaio 2027
- Luogo: Palazzo Castri 1874, Piazza dell'Indipendenza 7, Firenze
- Curatela e testo critico: Loredana Barillaro
- Ingresso: aperto agli ospiti dell'hotel e ai visitatori
- Catalogo opere: disponibile in formato digitale sul nostro sito
Soggiornare a Palazzo Castri 1874: arte, bellezza e ospitalità nel cuore di Firenze
Visitare Making Light è un'esperienza ancora più intensa quando si sceglie di soggiornare a Palazzo Castri 1874. Il nostro elegante boutique hotel, situato a pochi passi dalla Stazione di Santa Maria Novella e dal Duomo, unisce il fascino di una dimora storica ottocentesca al comfort di una struttura di alta gamma.
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Soggiornare a Palazzo Castri non significa semplicemente dormire a Firenze: significa vivere Firenze attraverso l'arte, la bellezza e l'ospitalità — iniziando proprio dalle opere di Simone Garofalo che illuminano le sue sale.





