Leggende e tradizioni fiorentine: se fortuna vorrete cercare, da un certo porcellino vi dovrete recare...

Finalmente! Le belle giornate estive sono esplose con tutta la loro carica di energia, sole e alte temperature: la città risplende sotto la luce chiara di luglio. I molti turisti in visita attraversano i ponti dell'Arno con cappelli di paglia in testa, zaini e un sorriso di stupore verso l'incanto che li circonda. Durante il tardo – pomeriggio/ sera, ecco che Firenze scopre forse il suo lato migliore, quando il tramonto cade gentile sul fiume, i tanti locali del centro storico si animano di risate, tavolini esterni, vino bianco.


Tutto, durante la magica estate fiorentina, ha il sapore di un mondo antico e prezioso, uno spazio-tempo in cui perfino i cellulari sono superflui, dove la macchina fotografica non è essenziale. Poiché bisogna starci, dentro l'armonia di questa città: bisogna viverla e osservarla attraverso il presente e una buona predisposizione d'animo.


Le leggende: animali, ponti e molto altro:


E a proposito di ascolto, se vi mettete alla ricerca delle tante leggende e tradizioni popolari locali, scoprirete che Firenze è legata ad aneddoti e curiosità davvero speciali, luoghi portafortuna, fontane e piazze avvolte nel mistero di antiche profezie, fantasmi di personaggi storici e finestre che si aprono e chiudono da sole...insomma, come si suol dire: chi più ne ha, più ne metta.


Come ci si relaziona a questo grande patrimonio di leggende tramandate nei secoli? Ma naturalmente con la curiosità dell'esploratore che cerca di scoprire sempre di più del luogo che sta visitando. In maniera attiva e propositiva, magari dedicando un pomeriggio del proprio soggiorno fiorentino proprio alla scoperta di questi luoghi del centro storico che “parlano” e raccontano di storie ancestrali.


Il porcellino? una tappa obbligata


Una tappa assolutamente obbligata – di cui avrete sentito parlare o che vi sarà stata consigliata da amici e parenti che hanno già visitato Firenze – è sicuramente quella al “porcellino”, che poi in realtà rappresenta un piccolo cinghiale. Ma andiamo per ordine per non perdere il filo.


Se vi trovate nei pressi di Piazza della Signoria, dovete sapere che a pochi metri a piedi si trova Piazza del Mercato Nuovo, impossibile da non distinguere grazie al suo imponente loggiato – costruito fra 1547 e il 1551 – e che ancora oggi ospita banchi di prodotti e articoli per di più in pelle. L'originale della statua di bronzo, realizzata nel 1612 da Pietro Tacca, uno dei più promettenti e migliori allievi di Giambologna, dal 2004 si trova in realtà a Villa Bardini.


Il naso sempre lucidato del piccolo animale è dato dalle centinaia di persone che ogni giorno vi strofinano le proprie mani in cerca di buona sorte: infatti, la leggenda vuole che prima si debba toccare il naso del cinghialino per poi mettergli nella bocca una moneta. Se la moneta, cadendo, oltrepassa la grata in cui passa l'acqua, la fortuna sarà davvero assicurata. Altrimenti le cose potrebbero girare nel verso sbagliato.


Se non ci credete, beh... a questo punto è proprio il caso di dire “provare per credere!”


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