Come percepiamo la “bellezza” ? Come cambiano i suoi canoni? Quali i criteri per definirla? Oggi la bellezza fa rima con salute, sani stili di vita, adeguata attività fisica, piccoli “restyling dove necessario, per mantenersi esteticamente “giovani” e solari: l’essenziale è tutto qui. Rispetto ad un tempo, se pensiamo al 1300, la durata della vita media è notevolmente aumentata, una volta non si invecchiava.
Affascinati dai visi, i corpi e i colori delle donne ritratti dagli artisti che troviamo nel Tour alla Galleria degli Uffizi a Firenze dove l’arte della bellezza è consolidata nel tempo abbiamo cercato di rispondere a questa domanda: come era percepita la bellezza nei secoli? Come ci si faceva belle?
Anche l’occhio vuole la sua parte
Un corpo ben fatto, fianchi invitanti, occhi chiari grandi e tondeggianti, naso che si delinea dolce, capelli ricciuti e biondissimi, bocca piccola, con sopracciglia ad arco brune o nel caso rasate per dare visibilità alla fronte e dipinte a mano, denti e pelle bianchissimi per essere seducenti, e dimostrare salute. Siamo nei secoli XI e XII e questo rappresentava il canone di bellezza universalmente riconosciuto. A quei tempi ardite e provocanti risultavano le donne che coloravano con argille blu o verdi le palpebre.
Anche allora la cosmetica veniva loro in aiuto, era difficile risultare belle semplicemente al naturale e dunque le sopracciglia venivano dipinte con una matita nera, spesso le gote venivano colorate di rosso per nascondere imperfezioni e impurità, per risultare “sane”. Si è poi passati ad una vera pittura del viso, tanto che, alcune dame, ma anche gentiluomini, chiamavano per il maquillage del viso veri e propri pittori che oltre a belletti e ciprie osavano definire i volti con colori a olio, come su tela. Risultati spettacolari come un Photoshop, ma fatto sulla pelle, con risultati disastrosi per la stessa.
La Toeletta delle Dame
Uno dei più famosi, antichi e conosciuti trattati di bellezza è il De Ornatu Mulierum, tradotto come “L’armonia delle donne”, oggi in Ebook. Si occupava di suggerire alle donne modalità per adornare e “rendersi” al meglio, rivolgendosi soprattutto allee donne da marito, prima e dopo il matrimonio. L’insegnamento essenziale dell’’autrice la Medichessa Salernitana Trotula De Ruggiero, con lo pseudonimo di “Trotula Minor”, le donne non potevano assolutamente scrivere neppure di bellezza, riguardava il mantenere la salute della pelle con saune, decotti e rimedi naturali.
Preparati con le erbe per nascondere borse lentiggini e impurità, per eliminare l'alitosi, per tingere i capelli, evitare screpolature di labbra e sanguinamenti, ma anche "ut virgo putetur que corrupta fuit", ossia come, con le erbe, riacquistare la verginità. La cura estetica non ha mai rappresentato un aspetto frivolo, da sempre la bellezza di una donna ha avuto a che fare con la filosofia della natura cui si ispira anche l'arte: un corpo sano è necessariamente in armonia con l'universo. Le piante officinali citate da Trotula ancora oggi si trovano nelle migliori erboristerie, che naturalmente puoi trovare qui a Firenze dove l’arte delle erbe mediche non è mai stata dimenticata.
Consigli utili alla dama che si appresta a recarsi a corte
Per una pelle bianchissima: cominciare qualche giorno, o meglio settimana prima, della data da festeggiare a fare incetta di Lattovari: preparati farmaceutici in forma densa e mielosa composti da principi attivi mischiati al miele o a sciroppi di melassa per poter essere ingeriti e utilizzati quali impiastri e cataplasmi, o enteroclismi, purificarsi innanzitutto. Bere ogni sera e ogni mattina Acquelanfa ovvero acqua odorosa di fiori d’arancio.
Per le epilazioni più radicali il Boccaccio consigliava di ricorrere alle arti di “certe femminette” che «fanno gli scorticatoi alle femmine, e pelando le ciglia e le fronti, e col vetro sottigliando le gote, e del collo assottigliando la buccia, e certi peluzzi levandone» le rendevano glabre ma crediamo anche parecchio irritate. D’altro canto tra le estetiste del tempo in uso vi era “calcina viva e ben trita e cribellata, e sia posta in vaso di terra e fatta bollire e cuocere a modo di poltiglia” e a riprova che il preparato era pronto per epilare le fanciulle “Togli una penna, che sia posta nel detto unguento; e se la penna si depila è cotto, se no no”.
Importantissimo avere una chioma bionda: per schiarirli le dame di allora usavano dei copricapi di varia foggia, detti solane, aperti sulla testa, cosicché le chiome prendessero il sole, e con una falda larghissima invece a riparare il viso per impedire alla carnagione di prendere colore e mantenersi bianca in modo da non sembrare delle donne use a lavorare nei campi.
Oggi i canoni di bellezza sono veloci e mutevoli, mode e tendenze cambiano repentinamente, alla cosmetica si è affiancata la chirurgia plastica, all’immagine reale l’immagine virtuale. Se è vero che è una fatica quotidiana mantenersi belli, premiamoci con una vacanza di relax! In linea con la bellezza scopriremo il soggiorno in Firenze a Palazzo Castri, dove la si respira, la bellezza, la si vive nell’estetica delle stanze, nel piacere dell’accoglienza e della buona cucina, con la possibilità di mantenersi in forma grazie alla sala wellness.





