Ave Maria del Ceppo,
Angelo benedetto!
L'Angelo mi rispose
Ceppo mio bello, portami tante cose!
Diceva proprio così la preghiera recitata dai bambini la sera della vigilia di Natale davanti al ceppo preparato dai genitori e carico di doni ricchi e golosi.
Ma facciamo un passo indietro: che cos’è il ceppo? E perché proprio a Firenze esso ha un’importanza del tutto unica e singolare? Scopriamolo insieme in questo nuovo articolo di dicembre!
La storia del ceppo ha origini molto antiche: parliamo infatti di una tradizione che risale al 1700! In quei giorni si usava benedire la base di un albero (il ceppo, o anche ceppino, appunto) – a cui venivano tolte le radici – per poi accenderla nel camino e stare in veglia con la famiglia aspettando la messa di mezzanotte nella notte di Natale. Non di rado il ceppo veniva cosparso di burro o vino come buon auspicio.
Proprio a Firenze la tradizione del ceppo venne poi tramutata – e con esso anche la sua struttura – per coinvolgere e attrarre anche i bambini. Da una forma oblunga si passò a qualcosa di piramidale (simile al nostro albero dei tempi moderni). Il ceppo veniva poi decorato e addobbato con ramoscelli, fiori di carta, nappe e frange. Si andarono a creare diversi strati, che i più piccoli e fortunati potevano trovare pieni di dolciumi e leccornie. Ma vi era spazio anche per raffigurazioni sacre come quelle del Presepe, spesso posto al piano più alto della struttura.
Nei giorni che precedevano il Natale, presso la Loggia del Porcellino veniva fatto un vero e proprio mercato dei ceppi.
Quella del ceppo era dunque un’occasione per far felici grandi e piccini, celebrando assieme ai propri cari l’arrivo del Natale. Oggi, nella frenesia dei regali e delle luci colorate che addobbano la città, non tutti si prendono del tempo per tramandare questa suggestiva e accogliente memoria, una piccola perla iscritta nella storia dei costumi e nell’anima della Firenze di una volta.
Ed è invece importante testimoniarla e farla rivivere, così da apprezzare ancora di più il valore dei giorni di festa. Quella del ceppo era infatti un’usanza in grado di unire e legare le persone, costruendo qualcosa di insolito e prezioso, simbolo di intimità, fede e speranza verso il futuro.
Se visiterete la nostra meravigliosa città nelle settimane di Natale, divertitevi a chiedere alle vostre guide o ai locals che incontrerete qualcosa di più su questa antica tradizione popolare: sarà un modo per entrare in connessione con lo spirito del luogo e con la cultura identitaria più autoctona.
E tenete gli occhi bene aperti: in qualche bottega o nella vetrina dei negozi più iconici del centro cittadino vi potrà capitare di notare una struttura di legno con addobbi sgargianti e particolari come soldatini o statuine di gesso e una pina dorata sulla punta.
Sappiate che quello è proprio un ceppo, e un tempo avrebbe fatto girare la testa a tutti i bambini della città, desiderosi di vederlo troneggiare sul tavolo da pranzo della propria casa in attesa del Natale.





