Per chi non ha ancora provato le delizie del Florentia Café di Palazzo Castri, con un menù arricchito con proposte rigorosamente a base di prodotti legati alla stagionalità, il periodo primaverile potrebbe sicuramente essere un'ottima soluzione, dal momento che il Florentia Café aprirà le porte del giardino “La Limonaia” per pranzo e cena – o sorseggiare un piacevole bicchiere di vino come aperitivo – immersi in una location confortevole ed esclusiva.
Per farci spiegare meglio da cosa prende origine il concept gastronomico del Florentia Café, abbiamo fatto due parole con la Head-Chef Laura Villa, alla guida della cucina di Palazzo Castri.
Laura, ci racconti un po' la sua Storia professionale: da che mondo proviene?
La mia storia professionale nasce a Siena in un ristorante del centro storico in cui ho avuto modo di affiancare chef esperti, appassionati, eclettici, in cui alla ristorazione classica si affiancava attività di catering e banqueting. Ho iniziato come personale di supporto, ho ricoperto molti ruoli distanti dal vertice della brigata ; ho avuto in quegli anni il tempo necessario e la possibilità di comprendere il sacrificio che questo lavoro richiede e il valore dell'umiltà, per imparare da chi ha un'importante esperienza professionale.
Essere alla guida della cucina di un'importante e bella realtà come Palazzo Castri immagino faccia un certo effetto: che cosa si prova, e quali sono le sfide più grandi che si sente di voler affrontare col suo lavoro?
Palazzo Castri è una realtà virtuosa che richiede un gran senso di responsabilità nei confronti dei clienti. Condivido l'impegno che la direzione ripone nel customer lifecycle, e al di là della professionalità, il mio lavoro è rivolto a garantire un servizio di ristorazione all'altezza delle aspettative e soprattutto attento alle richieste ricevute. Attraverso una formazione costante, il mio obiettivo è saper individuare le possibili esigenze dei nostri clienti e riuscire a soddisfarle . La sfida più grande è riuscire ad essere sempre in grado di garantire quanto mi viene richiesto.
Come ha...trovato l'amore e la passione per la cucina?
L'amore per la cucina l'ho trovato nella mia famiglia, quella dove sono nata. Sono cresciuta con l'idea che cucinare non è un gesto obbligato, ma è un modo per prendersi cura di qualcuno. La passione invece l'ho imparata da mia nonna e da mia madre. E' da loro che ho appreso il rispetto per le materie prime , il desiderio di portare avanti tradizioni gastronomiche legate al proprio territorio e di ricercarle poi in ogni luogo in cui ho vissuto e lavorato.
In una realtà sempre più tendente all'omologazione, al conformismo, alla massiccia esposizione di cibi, ricette e proposte culinarie su tutte le piattaforme digitali, come si riesce a mantenere ancora privato, sacro, il rapporto col Cibo e con quello che ci offre la tavola?
La realtà attuale , in cui il business del cibo e la sua massiccia esposizione rappresenta un segmento importante della nostra economia , credo sia da cogliere in termini di opportunità . Professionisti del settore o semplici appassionati hanno oggi la possibilità di personalizzare il gusto, di utilizzare tecnologie alimentari per rendere l’alimentazione un’esperienza privata , artistica, ricercata. Il consumatore non è interessato a soddisfare un bisogno e a noi professionisti chiede attenzione alla materia prima, alla filiera, e ancor più oggi chiede la conoscenza delle Linee guida per un’alimentazione sana che passa attraverso diete speciali e la massima salubrità del cibo lavorato e somministrato.
Un'ultima curiosità: quale sarà il punto di forza (piatto forte) del suo menù a Palazzo Castri?
Il punto di forza del mio menù a Palazzo Castri raccoglie quanto detto fino ad ora; nella nostra offerta gastronomica c’è il bisogno di sentirsi partecipi di un’esperienza piacevole , non velleitaria, ma concreta, autentica, che poggia sulla ricerca continua di crescita professionale. Il piatto che ci rappresenta è legato al territorio, alla stagionalità , contiene prodotti agroalimentari tradizionali toscani lavorati in modo ragionato, con semplicità e amore. In questo momento serviamo una pasta fresca con cavolo nero riccio di Toscana, fagiolo zolfino e rigatino finocchiato! Vi aspettiamo!





