Chiara Figini, General Manager di Palazzo Castri: “il mio esempio positivo”

Da questo mese, per tutte e tutti voi che ci seguite con dedizione e affetto sul nostro blog, abbiamo deciso di introdurre una breve sezione di interviste al nostro personale, un modo per entrare in connessione con lo staff che sta dietro – e non soltanto – a Palazzo Castri, lasciandovi entrare nelle nostre passioni, in ciò che ci anima, che ci ha condotti fin qui.

Iniziamo con la nostra General Manager, Chiara Figini.

 

Chiara, quando e come hai iniziato a fare questo lavoro?

È una lunga storia, che comincia nel 2007, quando fui promossa direttrice di un hotel in Armenia. Il Best Western Congress Hotel, è un caro ricordo di una terra straordinaria.


Qual è il tuo background professionale?

Mi sono laureata in lingue con il russo come prima lingua. Dopo la laurea ho cercato una strada professionale che mi portasse in paesi russofoni e durante un tirocinio presso l'ambasciata italiana a Tbilisi ho conosciuto un rappresentante del gruppo RENCO che mi ha suggerito di mandare il curriculum in azienda perché erano continuamente alla ricerca di giovani leve e così sono approdata in Kazakistan e poi in Armenia. Ho fatto tanta gavetta in un mondo prettamente maschile, ho avuto un periodo di tirocinio in Kazakistan presso un hotel in Atyrau appartenente al gruppo per il quale ho lavorato 15 anni e poi in Armenia presso l'allora Golden Tulip Hotel Yerevan (oggi Grand Hotel Yerevan). Ho lavorato in tutti i settori dell'hotel, dal food & beverage alla reception, dall'housekeeping fino all'economato/gestione magazzino e ordini.  


La soddisfazione più grande che ti è capitata durante il tuo percorso professionale?

Difficile rispondere. Le soddisfazioni sono state e sono tuttora tantissime. Dopotutto, quando c'è la passione e l'impegno si raggiungono grandi risultati, anche se non nell'immediato. Una delle gioie più grandi è stato il riconoscimento da parte dei miei collaboratori – quando ero direttrice di due strutture a Yerevan (Congress Hotel e Grand Hotel Yerevan) – del lavoro svolto. Era il 2015: lasciavo la mia carica per tornare in Italia a seguire il pre-opening di Palazzo Castri.  Mi scrissero una bellissima lettera in cui mi ringraziavano per il percorso di vita professionale fatto insieme, condividendo fatiche e successi e facendomi sentire davvero la leader che voglio essere. Una figura che ascolta, che comprende e che è una guida per tutti, un punto di riferimento sicuro a cui rivolgersi, un esempio positivo.


E invece qual è la sfida più grande e complessa fronteggiata?

Direi sicuramente la gestione di due strutture per un totale di 200 dipendenti, 2 ristoranti, 230 camere, 2 piscine, 4 bar e sale meeting.


Se dovessi raccontarci il tuo maggior orgoglio rispetto all’esperienza a Palazzo Castri?

Palazzo castri è il mio gioiello è nato tra le mie mani e lo custodisco come se fosse mio, sono orgogliosa della mia squadra che lavora come un corpo unico e con obiettivi condivisi al servizio dei nostri ospiti. I risultati raggiunti sono testimonianza dell'impegno quotidiano mio e della squadra. Essere da 10 anni nei top 20 tra gli hotel a Firenze e ricevere per ben 3 volte il Travellers' Choice Award è il riflesso di quello che facciamo a Palazzo Castri e di ciò che intendiamo con “fare ospitalità”. 


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