San Valentino: regaliamoci una promessa di primavera

“Per San Valentino fiorisce lo spino” l’avete mai sentita? Vari sono i detti che, parlando della giornata dedicata agli innamorati, avvicinano la primavera, vuoi per il cuore in subbuglio o vuoi per le premesse di una rinascita nel segno dell’amore. Celebrare il 14 febbraio è un’ottima occasione per rinnovare, cullare, far crescere il vostro amore con la vostra dolce metà. Dedicatevi una vacanza nel cuore di Firenze in una location inspirata e ispiratrice quale Palazzo Castri, un luogo reale dove vivere un soggiorno d’incanto.


Ma sapete da dove nasce la storia di questa ricorrenza del 14 febbraio che la cultura americana ha fatto sua rimandandocela poi come data fulcro per gli innamorati di ogni dove? Nasce nel cuore dell’Italia nella Tuscania da poco uscita dall’anno mille.


La leggenda di San Valentino


Siamo nel chiostro di San Giusto di Tuscania, Viterbo, all’inizio dell’XI secolo. Qui viveva un monaco di nome Valentino, orfano e per questo fin da piccolo entrato nell’ordine dei benedettini ma accompagnato da passione e devozione. Valentino cresce nelle fede e nel servizio al Convento e a 23 anni i Fratelli gli affidano la cura dell’orto. Coltivava insieme agli altri monaci ortaggi, erbe aromatiche, verdure che portava alla cucina del convento, mentre dei fiori si occupava solo lui. Non si dimentica mai di mantenere la chiesetta del convento adorna dei fiori e l’abate, se voleva onorare o ringraziare qualcuno, chiedeva a Valentino di preparare mazzi di fiori.


Accadde un giorno, mentre si occupava del giardino, che Valentino vide due rose malandate che poco si abbinavano al decoro del florido giardino, allora le strappò e le lanciò al di là del muro. Ma mentre si china sentì una voce di donna, un urlo. Valentino si affacciò al di là del muro e si accorse che le sue rose, avevano colpito con le loro spine e fatto sanguinare il viso di una donna che camminava accompagnata dal suo uomo. Contrito si scusò del gesto sciocco ma inaspettatamente la donna lo ringraziò con queste parole Non è forse vero che i fiori sono espressioni d'amore? Le vostre rose mi hanno colpito inaspettatamente ma non può essere stato un caso: sono la prova che questo è l'uomo giusto per me, ci sposeremo e sarete voi il nostro testimone!”.


Questa storia di fiori, d’amore e di promesse si diffuse tra i giovani innamorati tanto che molte coppie giungevano sotto il muro per chiedere a Valentino di lanciare un fiore per suggellare il loro amore, oppure di sposarsi nel convento.


Anche il Vescovo di allora contribuì alla nascita della leggenda che ogni 14 febbraio celebriamo con l’uso di regalarsi piccole cose tra innamorati a suggellare un patto d’amore, oppure con l’invio di un dono floreale, una dichiarazione d’amore a chi riteniamo essere il nostro/a “Valentino/a”. 


Il Vescovo Proclamò Valentino Santo non in quanto martire, già la chiesa ne aveva uno, ma affermando che “Per essere Santi non occorre sempre far scorrere il sangue, non devono essere tutti martiri, è sufficiente che ci si distingua per l’affetto per il prossimo e per le opere di carità”.  Da qui il  senso del colore rosso usato per celebrare la giornata degli innamorati.

 

Il Cinema: i Peanuts e Rodolfo


A veicolare il 14 febbraio nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, ci pensò il primo cinema degli anni ‘20 con produzioni dedicate agli innamorati e la nascita di un mito dal volto italiano, Rodolfo Valentino, Rudy, che con un rosa tra le labbra incantò miriadi di donne che in lui vedevano il volto dell’amore che la morte prematura trasformò in mito dell’amore perduto. A Charles M. Schulz e ai suoi Peanuts ovvero Charlie Brown, Linus, Snoopy & company si deve la diffusione dell’usanza dello scambio di “Valentine, bigliettini d'amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o colombe e cupidi pronti ad essere consegnati all’amato/a per rivelare il nostro amore. Un “Valentine” molto gradito da regalare potrebbe essere una fuga romantica a Palazzo Castri dove l’amore si rinnova tra la colazione in giardino, un bagno rilassante nella piscina idromassaggio l’ospitalità fatta di coccole e l’incanto di una Firenze senza tempo.

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