Kraita317

Data inizio

27 Gennaio 2025

Data fine

26 Gennaio 2026

Si impreziosisce di importanti happening culturali il carnet di eventi e proposte di Palazzo Castri. È stata infatti inaugurata sabato 1 febbraio, dalle ore 18:00, la mostra dell’urban artist KRAITA317, ideata e curata assieme a Street Levels Gallery, talentuosa galleria internazionale con focus proprio sull’arte urbana basata a Firenze, nella vivace Via Palazzuolo, a pochi passi dalla Stazione Centrale di Santa Maria Novella.

La collaborazione con SLG, iniziata lo scorso anno con l'esposizione delle opere dell'artista austriaco HNRX, si rinnova anche per il 2025 ed ha, per Palazzo Castri, un duplice obiettivo. Da una parte la volontà di rinsaldare il legame tra l’Hotel ed il territorio fiorentino, nutrito da una fervida scena artistica giovanile, e dall’altra quello di essere un incentivo per portare l'arte coi suoi profondi contenuti dentro le sue mura, al fine di porsi come punto di riferimento per gli artisti, gli appassionati e i collezionisti.

Nato nella cittadina romena di Brasov, nel 1996, KRAITA317 si forma da autodidatta con la propria crew di writers e arriva in Italia da giovane adolescente, portando con sé un bagaglio esperienziale che fa del linguaggio visivo e dell’urgenza di esprimersi i suoi principali caratteri distintivi.

Le produzioni site-specific del giovane artista per l’elegante boutique Hotel di Piazza Indipendenza sono inedite e realizzate in versione manifesto: la prospettiva astratta, che indaga coraggiosamente il rapporto tra la strada e la socialità, tra le aree periferiche e il brulicare di voci e storie che compongono la collettività urbana, restituisce ai visitatori un’immagine composita, graffiante e tuttavia mai personalistica, del mondo interiore dell’artista.

 

Nelle opere precedentemente realizzate in alcuni degli hotspot più iconici ed esteticamente impattanti del territorio cittadino (dall’Ex Manicomio Banti al Ponte di Varlungo, o al Viadotto dell’Indiano) KRAITA317 sa sempre riportare, in maniera delicata e puntale, gli occhi dello spettatore su un colore, una forma che apre ulteriori scenari per il desiderio o l’immaginazione.

Ecco che allora l’impulso di quel bambino dodicenne che si trova a correre per circa 2 km su una linea ferroviaria inseguito dalla polizia (nota dalla sua biografia) cattura e stravolge, riuscendo persino ad allontanare – per qualche secondo – la percezione di semplici fruitori dell’opera e a portarci fuori dalla nostra individualità, nella speranza di ricostruire – assieme – un’unica lente di osservazione collettiva, ovvero una nuova forma di futuro e speranza.

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